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Come nasce l’ortocheratologia?

L’ortocheratologia è una tecnica utilizzata negli Stati Uniti da più di 40 anni.
I primi studi vennero fatti sui portatori di lenti a contatto rigide o gas permeabili.

GLI ALBORI DELLA TECNICA ORTOCHERATOLOGICA

Osservando alcuni soggetti miopi che correggevano il loro difetto con lenti a contatto rigide o gas permeabili, si notò nel tempo un effetto migliorativo sulla miopia, si pensò quindi di iniziare dei trattamenti speciali su alcuni pazienti, sostituendo le lenti periodicamente e appiattendone la curvatura, consentendo così alla cornea di appiattirsi sempre di più.

Ci furono, su miopie basse risultati soddisfacenti ma la geometria con la quale erano costruite quelle lenti non aveva la possibilità meccanica di soddisfare le prerogative dei ricercatori.
Dopo una lunga sperimentazione si pensò di modificare il progetto di costruzione delle lenti fino ad arrivare all’attuale geometria inversa che permette non lo schiacciamento dell’apice corneale ma una vera modellazione dell’epitelio.

La vera svolta della tecnica ortocheratologica è stata determinata da due fattori importanti:

1) l’utilizzo di un particolare materiale plastico, il Boston XO che grazie al suo altissimo grado di permeabilità permette un’ossigenazione sufficiente;

2) la geometria di costruzione della lente forma un piccolo serbatoio di lacrima che contribuisce a mantenere la cornea sempre ossigenata.

Questi sono i motivi per cui le lenti ortocheratologiche si possono portare durante il sonno a palpebra chiusa.

PERCHÉ APPIATTIRE LA CORNEA?

Per comprendere il motivo ecco qualche nozione sul funzionamento dell’occhio umano:

L’occhio è un sistema diottrico costituito da diversi elementi rifrangenti, nell’ordine: cornea, umor acqueo, cristallino, umor vitreo.

Questi quattro elementi sono deputati a far convergere sulla retina i raggi luminosi.

Quando l’insieme di questi elementi raggiunge una potenza diottrica molto elevata i raggi luminosi convergono troppo e l’immagine si focalizza prima della retina. La convergenza dei raggi luminosi dipende anche dalla curvatura della cornea. Come si può immaginare, la cornea, essendo l’elemento più esterno è l’unico che si può tentare di modificare.

La cornea è la “lente” più importante nell’occhio e una sua piccola modifica può incidere notevolmente sull’entità della miopia da correggere.
Le lenti per l’ortocheratologia agiscono sullo strato esterno della cornea, “l’epitelio”, modellandolo e appiattendolo in modo da rendere la superficie più piatta e meno convergente.

Si possono correggere miopie fino a 7.50 diottrie anche accoppiate a un astigmatismo di 1.50 diottrie.